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Mercati cancellati per l’adunata degli alpini, scoppia la polemica: ambulanti Anva Confesercenti furiosi

Intanto cresce anche la protesta di Usb Scuola Liguria contro le limitazioni decise dal Comune per l’Adunata degli Alpini: «città piegata alle esigenze dell’evento»

Si allarga il fronte delle contestazioni contro le misure legate all’Adunata nazionale degli Alpini in programma a Genova dall’8 al 10 maggio. Dopo lo stop ai mercati di via Tortosa e di Terralba previsti per sabato 9 maggio, a protestare sono gli ambulanti riuniti in Anva Confesercenti, che denunciano una decisione arrivata senza confronto preventivo con le categorie economiche. Ma nelle stesse ore si alza anche la voce di Usb Scuola Liguria, che contesta duramente l’impianto complessivo dei provvedimenti adottati dall’amministrazione comunale, parlando di una città piegata alle esigenze dell’evento.

A esprimere la posizione degli operatori del commercio su area pubblica è stata Marisa Carrea, vicepresidente provinciale di Anva, secondo cui il Centro operativo del Comune avrebbe comunicato l’annullamento dei due mercati senza alcuna forma di confronto preliminare. Una scelta che, per l’associazione, finisce per penalizzare direttamente le imprese ambulanti e gli esercenti, proprio mentre l’arrivo in città di migliaia di persone avrebbe potuto trasformarsi in un’occasione di lavoro e di incassi anche per i mercati rionali. Da qui la richiesta rivolta a Palazzo Tursi di maggiore trasparenza, attenzione e coinvolgimento ogni volta che le decisioni amministrative incidono in modo così pesante sull’attività degli operatori.

Il malcontento, però, non si ferma al settore commerciale. In un duro intervento diffuso oggi, Usb Scuola Liguria ha attaccato l’ordinanza firmata dalla sindaca Silvia Salis, sostenendo che le misure predisposte per l’Adunata comportino una sostanziale sospensione di molte attività ordinarie per la cittadinanza. Nel mirino del sindacato finiscono in particolare la chiusura delle scuole, lo stop alle attività socioeducative e le limitazioni che riguarderebbero anche gli spazi pubblici, provvedimenti giudicati una resa della città a favore di un evento militare.

Nel documento, il sindacato afferma che la scelta di fermare le lezioni per alleggerire il trasporto pubblico e facilitare la sistemazione logistica degli Alpini manderebbe un messaggio preciso sulle priorità delle istituzioni, scaricando ancora una volta sulle famiglie il peso organizzativo delle chiusure. Usb sottolinea inoltre che il diritto allo studio non dovrebbe essere subordinato a eventi di questo tipo e collega la contestazione anche a una critica più ampia verso la presenza della dimensione militare nello spazio pubblico e scolastico.

Così, attorno all’Adunata, prende forma una polemica che ormai tocca piani diversi ma convergenti: da una parte il danno economico denunciato dagli ambulanti per i mercati cancellati, dall’altra la contestazione politica e sindacale di chi vede nei provvedimenti del Comune una compressione dei servizi e della vita quotidiana dei residenti. E mentre l’amministrazione difende le scelte legate alla sicurezza e alla gestione dell’evento, in città cresce la pressione di chi chiede che manifestazioni di questa portata non vengano organizzate sacrificando lavoro, scuola e spazi pubblici.


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